Abbattimento delle barriere architettoniche: arrivano 180 milioni di Euro

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Dopo 15 anni arrivano nuovamente contributi per l’abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici privati.

Infatti, è stato rifinanziato il Fondo per l’abbattimento barriere architettoniche previsto dalla Legge n.13 del 1989 “Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati”.

La Conferenza Unificata ha dato parere positivo allo schema di decreto interministeriale, messo a punto dal ministero delle Infrastrutture di concerto con i ministeri del Lavoro e dell’Economia, che prevede il riparto di 180 milioni di euro alle singole regioni italiane, le quali ripartiranno a loro volta le somme ricevute ai Comuni richiedenti per contribuire alle spese dei privati cittadini che ne facciano richiesta.

Legge n. 13 del 1989

La legge n. 13/89 prevede degli aiuti diretti ad rimuovere fisicamente le barriere architettoniche in casa e negli spazi vicini. I contributi vengono accordati su immobili già esistenti in cui risiedano persone disabili con menomazioni o limitazioni funzionali permanenti, ma anche su immobili adibiti  a centri o istituti residenziali per l’assistenza delle persone con handicap.
I finanziamenti possono essere richiesti per svariati interventi che riguardano anche opere in parti comuni di un edificio (ad esempio l’ingresso di un condominio) o l’installazione di rampe, altresì per l’acquisto di attrezzature quali montascale o servo scala ecc.

Per poter richiedere i contributi per l’abbattimento delle barriere architettoniche occorre presentare apposita domanda (con la descrizione anche sommaria delle opere e della spesa prevista) presso il proprio Comune di residenza.

La domanda va presentata, in marca da bollo, entro il 1°marzo di ogni anno dalla persona con handicap o da chi ne esercita la tutela o la potestà.

La domanda deve riguardare l’immobile nel quale l’interessato ha la residenza abituale e opere volte a rimuove gli ostacoli alla sua mobilità. Alla domanda andranno allegati altresì un certificato medico attestante la disabilità e una autocertificazione da cui risulti l’ubicazione dell’immobile.

Possono presentare la relativa domanda:

  • Persone con handicap aventi menomazioni o limitazioni funzionali permanenti di carattere motorio e le persone non vedenti;
  • Chi ha a carico persone con disabilità permanente;
  • Condomìni in cui risiedano le suddette categorie di beneficiari;
  • Centri o gli istituti residenziali per i loro immobili destinati all’assistenza di persone con disabilità.

Domanda per l’accesso ai contributi

Nell’assegnazione dei predetti finanziamenti si ha riguardo alla gravità della disabilità; infatti, hanno la precedenza le persone con una invalidità totale e difficoltà di deambulazione. 
L’entità del finanziamento viene poi stabilita sulla base delle spese effettivamente sopportate e documentate. Inoltre, qualora le spese risultino inferiori al preventivo esibito, il contributo sarà calcolato sul loro effettivo importo. Qualora invece le spese siano superiori, il contributo sarà calcolato sul preventivo già presentato.

Gli Stanziamenti regionali

Il Fondo, rifinanziato con 180 milioni di Euro, è stato così distribuito tra le regioni:

Abruzzo 4,4 milioni
Basilicata 15,2 milioni
Campania 13,5 milioni
Emilia-Romagna 29,3 milioni
Lazio 19,2 milioni
Liguria 275 mila euro
Lombardia 25,3 milioni
Marche 11,3 milioni

Piemonte 25,7 milioni
Puglia 4 milioni
Sardegna 3,2 milioni
Sicilia 4,4 milioni
Toscana 2,9 milioni
Umbria 11 milioni
Veneto 8,4 milioni
Molise 1,1 milioni

Ora non resta che attendere la pubblicazione del decreto all’interno del sito del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, e la sua successiva entrata in vigore una volta trascorsi 15 giorni dalla data di pubblicazione stessa.

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